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Progetti Internazionali PDF Stampa E-mail

 

Descrizione Generale

dei Progetti Sociali (in atto/conclusi)

nel Mondo

 

IN ATTO
Progetto: Formazione dei Soci sul diritto internazionale, per fronteggiare i diritti umanitari e la cooperazione nel Mondo.


L’organizzazione intende effettuare un corso di diritto internazionale per i diritti umanitari per i soci/collaboratori dell’Associazione.
I corsi saranno effettuati in collaborazione con personale della Croce Rossa Italiana o altri enti idonei per la formazione.

 

 

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CONCLUSO
Progetto: UNA CULLA PER LA TANZANIA 2012

 

MORANO CALABRO  (Italia)  -  SUMBAWANGA - TANZANIA  (Africa) 

 

Emergenza Abbandono

 

Orfanotrofio

ST. MARTIN DE PORRES

nel villaggio di Katandala nei pressi di Sumbawanga

 

Orfanotrofio_Tanzania   Orfan

 

Il progetto “Una Culla per la Tanzania”, promosso dall’Associazione Marinella Bruno Onlus - voluto oltre che finanziato da Angela Maria Radicione e il padre Natalino - per ricordare la Mamma e Moglie Rosa Bruno - vuole acquistare gli arredi dell’orfanotrofio  ST. MARTIN DE PORRES che si trova a Katandala, nei pressi di Sumbawanga, appartenente al distretto di Rukwa in Tanzania (Africa).

 

Tanzania  Orf_dentro_Tanzania

 

Attualmente il Centro è gestito dalle Suore della Congregazione di Maria Santissima Regina dell’Africa e ospita circa 60 bambini. Il progetto sarà realizzato grazie alla collaborazione dell’Associazione San Martino Onlus Missione Ithanga che riceverà il denaro provvederà materialmente all’acquisto del materiale d’arredo.

 

Culle_Tanzania        

 

Nel borgo moranese si svolgeranno eventi di sensibilizzazione sull'emergenza abbandono oltre ad una raccolta fondi destinata al sotentamento dell'orfanotrofio nel villaggio di Katandala.

Il progetto rientra in un più ampio progetto di aiuti umanitari - in collaborazione con Enti ed Associazioni presenti sul territorio Africano.

Claudio_Tanzania

 

Per la realizazione del progetto, la Nostra Organizzazione si è affidata all'Associazione San Martino Onlus Missione Ithanga, che opera in Africa e soprattutto in quel territorio da diversi anni.

 

 

 

Il progetto sarà limitato nel tempo per l’emergenza - anno 2012-.

 

 Missione_Ithanga

 Associazione di Volontariato San Martino ONLUS - Missione Ithanga

SUMBAWANGA (Tanzania)

E dopo 1.230 km da Dar es Salaam abbiamo raggiunto Sumbawanga… Questa cittadina, appartenente al distretto di Rukwa, è posizionata tra il lago Rukwa e il lago Tanganyika, ad un’altitudine di 1.800 m.s.l.m.. La temperatura era decisamente piacevole, perché durante il giorno il sole riscaldava con forza i nostri corpi e i nostri cuori, mentre la sera ci regalava una brezza leggera che ci ritemprava le menti, regalandoci sonni sereni.

         Qui abbiamo avuto modo di conoscere le Suore della Congregazione di Maria Santissima Regina dell’Africa (M.M.M.A = Maria Mtakatifu Malkia wa Africa), nata in Tanzania ma presente anche in Zambia, e siamo stati colpiti tanto dalla loro semplicità ed umiltà, quanto dal loro grande impegno ed amore verso il prossimo.

        Ci hanno accolto con calore fin dall’inizio e ci hanno ospitato in una pensioncina gestita da loro, uno dei pochi mezzi di autofinanziamento di cui dispongono.

        Nella loro Casa Madre, poco lontano dal centro della città, sono davvero tante ed ogni stanza è occupata da due Sorelle.

        Ognuna di loro ha una propria attività, che svolge con impegno e dedizione. C’è chi si occupa del dispensario, chi del mulino, chi della cucina, chi della Caritas, chi lavora nelle coltivazioni, chi insegna nelle scuole, chi si prende cura dei bisognosi, chi accudisce gli orfani, chi lavora in ufficio e ancora chi dedica il proprio tempo a curare le Suore anziane e malate.

        Le attività sono moltissime ma nonostante ciò, queste piccole-grandi formichine, hanno trovato tempo da dedicarci per mostrarci le meraviglie di un luogo forse dimenticato dagli uomini, ma nel quale la presenza di Dio è davvero tangibile.

        I bisogni sono molteplici e la Congregazione non ha alcun finanziamento esterno, ma cerca di andare avanti con i propri piccoli introiti, nonché con le offerte dei fedeli e dei benefattori.

        Anche le Suore devono fare i conti con questa situazione e spesso non hanno possibilità neanche di curarsi e sono costrette a chiedere sostegno ad altre Congregazioni. Accettano di buon grado tutte le difficoltà che devono superare e sono grate al Signore quando ricevono un segno della Sua Provvidenza…

ORFANOTROFIO ST. MARTIN DE PORRES

 

        L’orfanotrofio si trova a Katandala e attualmente è gestito da Sr. Agripin Kinkolo.

        Il nostro cuore si è spalancato davanti allo splendore dei bambini, che ci sono venuti incontro con tanta voglia di giocare e di farsi coccolare.

        Il numero dei bambini presenti nel centro è difficile da stabilire, anche perché sempre in crescita, e si tratta soprattutto di bambini orfani o abbandonati, alcuni dei quali davvero piccolissimi: 1 o 2 mesi!        

        Non abbiamo potuto fare a meno di notare gli abiti vecchi e strappati dei bambini, nonché le condizioni umilissime delle stanze e di tutta la struttura in generale, molto grande ma bisognosa di manutenzione.

        Le camere hanno lettini arrugginiti con poche coperte, molte delle quali vecchie e rovinate. Non ci sono giocattoli per i bambini e le stanze in cui i bambini trascorrono il loro tempo quando il tempo fuori non è bello, hanno pavimenti cementati, senza tappeti morbidi o attrezzature adatte a bambini così piccoli.

Il cibo ed i vestiti sono scarsi, le medicine ancora di più.

        Nonostante le mille difficoltà, le Suore fanno il possibile affinché i bambini ricevano cure, attenzioni e affetto, nella speranza di trovare famiglie che possano accoglierli con amore.

        Le Suore, infatti, cercano di rintracciare i parenti di questi bambini che, solitamente, rimangono in orfanotrofio fino ai due anni circa, e li affidano a loro affinché se ne prendano cura e li crescano.

        Il concetto di famiglia in Africa è molto più ampio rispetto al nostro ed è un dovere prendersi cura dei propri parenti, soprattutto dei bambini. In questo modo, non solo i genitori sono responsabili nei confronti dei piccoli, ma anche nonni, zii e cugini.

        Quando, però, i bambini non hanno più nessuno, le Suore li supportano mandandoli a scuola e garantendo loro una situazione il più possibile stabile e serena.

        Ciò che vorremmo fare per aiutare questo orfanotrofio è cercare di raccogliere fondi per sistemare la struttura e renderla più accogliente per i bambini e per le Suore, nonché sostenerli per l’acquisto di cibo, vestiti e medicine, ma anche per pagare le visite per i bambini malati e per far fronte alle spese che quotidianamente si rendono necessarie. 

 

        Dopo la bellissima esperienza in Tanzania dello scorso anno, ad Aprile 2008 un gruppo di volontari è partito nuovamente alla volta di questa meravigliosa terra, con l’obiettivo di porre le basi per il progetto di miglioramento dell’orfanotrofio St. Martin De Porres a Sumbawanga.

        Per prima cosa si è cercato di migliorare almeno l’aspetto esteriore dell’orfanotrofio, ridipingendo le pareti e il soffitto, riverniciando i lettini arrugginiti, lavando tende e zanzariere, nonché sistemando alla bell’e meglio pavimenti e serramenti.                                 

           Adesso, però, c’è bisogno di rendere questo posto più accogliente e funzionale, soprattutto per i bambini, ma anche per le persone che lavorano all’interno.

        Si tratta, senza dubbio, di un grande progetto, al quale l’Associazione vuole dedicarsi con tanta energia, perché a questi piccoli ospiti venga garantito ciò che riteniamo assolutamente indispensabile per tutti i bambini del mondo, vale a dire cibo, cure ed igiene.  -

        Il centro, attualmente, ospita circa 50 bambini, ma il numero è in aumento a causa dei continui abbandoni o dei decessi dei genitori.

        Questi bambini vivono per lo più nel cortile interno dell’orfanotrofio, che non offre alcun tipo di svago, se non il gioco con bottiglie, latte e altri oggetti che vengono trovati in giro, a volte pericolosi.

                 C’è bisogno, però, anche di spazi adeguati all’interno dei quali i bambini possano mangiare, giocare e anche iniziare il loro percorso di apprendimento.  

 

Documento realizzato dall' Associazione di Volontariato San Martino ONLUS - Missione Ithanga

 

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CONCLUSO
Progetto: MORO 2011

MORANO CALABRO – AFRICA

Sud Italia - Sud del Mondo

 

pozzo_africa_2011


L’Organizzazione ha sostenuto un progetto finalizzato a portare l’acqua a alle popolazioni Africane.
Il Progetto MORO è finalizzato a sensibilizzare il Nostro territorio sull’emergenza acqua in Africa, e particolarmente nel villaggio di Ithanga in Kenya.

 

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Nel borgo moranese si sono svolti eventi di sensibilizzazione sull'emergenza acqua oltre ad una raccolta fondi destinata alla costruzione di un pozzo intitolato a Marinella costruito nel villaggio di Ithanga.

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Il progetto rientra in un più ampio progetto di aiuti umanitari - in collaborazione con Enti ed Associazioni presenti sul territorio Africano.

 

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Per la realizzazione del pozzo, la Nostra Organizzazione si è affidata all'Associazione San Martino Onlus Missione Ithanga, che opera in Africa e soprattutto in quel territorio da diversi anni.

 

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Il progetto sarà limitato nel tempo per l’emergenza - anno 2011-.

 

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 Associazione di Volontariato San Martino ONLUS - Missione Ithanga

La situazione locale

In Kenya, la società basata sulla pastorizia e l’agricoltura di sussistenza davano agli uomini tradizionalmente il compito di costruire i recinti degli animali, garantire la sicurezza da attacchi esterni, cercare terre per il pascolo e... scavare pozzi. Oggi, le donne, che una volta si occupavano dei figli, della capanna e della preparazione dei cibi, insieme ai bambini si dedicano a raccogliere l’acqua. La distanza dalle sorgenti a volte è tale da costringerli a camminare per circa 8 ore al giorno. Si calcola, infatti, che ogni donna e bambino Keniota percorrano in media 20 Km al giorno. Costruire dei pozzi vicino alla capanna rappresenta dunque un supporto importante. Il coinvolgimento delle donne in questo progetto permette loro di avere più responsabilità nelle attività del villaggio, favorendo lo sviluppo sociale. Con il pozzo vicino le donne avranno più tempo da dedicare ai figli, alla cura dell’orto e della casa, i bambini avranno più tempo per studiare e giocare. Gli uomini devono spesso andare a cercare lavoro lontano dai villaggi, restando assenti per giorni. Le sorgenti d’acqua sono una risorsa rara, preziosa, ma spesso sono utilizzate in modo improprio e inquinante con gravi conseguenze per la salute degli abitanti. Acqua pulita significa vita: in Kenya  4 decessi su 5 sono dovuti a malattie correlate all’acqua contaminata, origine di forme violente di dissenteria, della diffusione di germi e parassiti intestinali.

 Lavoriamo insieme a loro

La formazione locale di operai, e la realizzazione di corsi di educazione ambientale e sanitaria aperti agli abitanti del villaggio, fanno parte integrante di questo progetto idrico. Se il pozzo venisse regalato, scavato con macchinari che trivellano il suolo e come d’incanto fanno sgorgare l’acqua, per poi decollare verso altre zone aride, la popolazione si troverebbe a dover gestire un risultato piovuto dal cielo, estraneo e sconosciuto. I pozzi, a Ithanga, saranno scavati a mano dagli abitanti. La missione interverrà mettendo a disposizione la materia prima: la pompa e il cemento, e coprendo le spese necessarie a completare l’opera. Una volta realizzato il pozzo, gli operai locali dovranno essere in grado di provvedere autonomamente alla sua manutenzione. I corsi di educazione ambientale, poi, non si limitano a poche nozioni fondamentali di igiene, ma riguardano la coltivazione degli orti e il marketing dei prodotti che nasceranno grazie al nuovo pozzo.

Il Progetto

Ithanga è un villaggio del Kenya molto popolato e distribuito su una vasta area. La gente è priva di ogni mezzo di comunicazione. Non c’è luce elettrica, né telefono. L’acqua è stata portata in missione da tre pozzi costruiti per il dispensario (piccolo ospedale), la scuola, che ospita centinaia di bambini e per la popolazione del villaggio. Chi è distante dalla missione o vive lontano dal fiume, ogni giorno fa decine di chilometri a piedi per riempire la propria tanica, che soddisfa le esigenze quotidiane della famiglia. Proprio per loro abbiamo pensato di scavare altri pozzi a mano per poter dare lavoro.

Vogliamo realizzare 100 pozzi.

 

Documento realizzato dall' Associazione di Volontariato San Martino ONLUS - Missione Ithanga

 

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